SAN LUCCHESIO


Nato a Gaggiano, in quel di Siena, Lucchesio aveva tentato, da giovane, la carriera delle armi, parteggiando per la fazione dei Guelfi.
Poi si era stabilito a Poggibonsi, cominciando ad esercitare la mercatura.
Si era sposato perché una moglie mandava avanti la casa meglio di dieci serve e stava attenta che la roba non fosse sperperata.
E Buonadonna non si dimostrò diversa dal marito.
Col passare degli anni però, l’anima di Lucchesio, induritasi nell’avarizia, si sciolse piano piano nella generosità, mentre egli si avvicinò sempre di più alle pratiche devote della religione e cominciò a prendere sul serio i suoi doveri di cristiano anche Buonadonna lo seguì in questo cammino di conversione.
Gli sposi erano ben diversi da quello che erano stati nella loro gioventù quando, nel 1221, passò da Poggibonsi un predicatore scalzo e vestito di sacco. Lucchesio l’aveva già conosciuto come il figlio del suo collega Pietro di Bernardone, mercante di lana ad Assisi. Ma ora la fama di santità di quel giovane correva per il mondo, e Lucchesio e Buonadonna furono lieti e commossi di ospitarlo nella loro casa.
E furono proprio quei due sposi, da avari fattisi generosi e benefici, a chiedere a San Francesco una regola come egli aveva già dato ai suoi frati e a Santa Chiara. Una norma di vita cristiana e francescana, con la quale anche i coniugati, pur vivendo nel mondo e nella famiglia, potessero servire perfettamente Dio, imitando coloro che a Dio si erano consacrati. San Francesco pensava già da tempo ad una istituzione che raggruppasse sotto una regola di vita, anche i laici, che si sposavano e lavoravano, e non potevano quindi seguire completamente i tre voti francescani di castità, obbedienza e povertà.
La richiesta dei due sposi di Poggibonsi lo spinse definitivamente a d attuare quella idea: intanto fece indossare a Lucchesio e a Buonadonna un saio simile a quello dei frati, cinto alla vita con una corda annodata. Più tardi inviò loro la Regola del Terz’Ordine francescano, che è stata definita « Midolla del Santo Evangelo ».
I Terziari francescani si diffusero rapidamente ed in maniera sorprendente: la tradizione secondo la quale i due sposi di Poggibonsi furono i primi non è certa, essi comunque furono i primi a raggiungere la gloria degli altari, perché a Poggibonsi il culto di San Lucchesio e della Beata Buonadonna ebbe inizio subito dopo la loro morte.
Molti episodi edificanti e prodigiosi vennero narrati sul resto della loro vita, che si svolse certamente in maniera santa, in cerca sempre di una perfezione crescente, seguendo strettamente e profondamente la Regola dettata da San Francecsco per il Terzo Ordine, e che Lucchesio e Buonadonna furono i primi a praticare come mezzo di onestà, di pace e di amore in terra e di eterna beatitudine in cielo.

 

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