Capitolo II° - TITOLO II

PRESENZA ATTIVA NELLA CHIESA E NEL MONDO
Art. 17
1. Chiamati a collaborare alla costruzione della Chiesa come sacramento di salvezza per tutti gli uomini e resi per il Battesimo e la Professione « testimoni e strumenti della sua missione », i francescani secolari annunziano Cristo con la vita e la parola. Il loro apostolato preferenziale è la testimonianza personale nell'ambiente in cui vivono e il servizio all'edificazione del regno di Dio nelle realtà terrestri.
2. Nelle Fraternità si promuova la preparazione dei fratelli alla diffusione del messaggio evangelico          « nelle comuni condizioni del secolo » e alla collaborazione alla catechesi nelle comunità ecclesiali.
3. Coloro che sono chiamati a svolgere la missione di catechisti, di presidi di comunità ecclesiali o altri ministeri, nonché i ministri sacri, facciano proprio l'amore di Francesco alla Parola di Dio, la sua fede in coloro che l'annunziano e il grande fervore con cui egli ha ricevuto dal Papa la missione di predicare la penitenza.
4. La partecipazione al servizio di santificare, che la Chiesa esercita mediante la liturgia, la preghiera e le opere di penitenza e carità, viene messa in pratica dai fratelli anzitutto nella propria famiglia, poi nella Fraternità ed infine con la loro presenza attiva nella Chiesa locale e nella società. 
 
Per una società giusta e fraterna.
 
Art. 18
1. I francescani secolari sono chiamati ad offrire un contributo proprio, ispirato alla persona e al messaggio di San Francesco d'Assisi, ad una civiltà in cui la dignità della persona umana, la corresponsabilità e l'amore siano realtà vive.
2. Devono approfondire i veri fondamenti della fraternità universale e creare ovunque spirito di accoglienza e atmosfera di fratellanza. Si impegnino con fermezza contro ogni forma di sfruttamento, di discriminazione e di emarginazione e contro ogni atteggiamento di indifferenza verso gli altri.
3. Collaborino con i movimenti che promuovono la fratellanza tra i popoli: si impegnino a « creare condizioni di vita degne » per tutti e ad operare per la libertà di ogni popolo.
4. Seguendo l'esempio di Francesco, Patrono degli ecologisti, promuovano attivamente iniziative a salvaguardia del creato, collaborando agli sforzi per evitare l'inquinamento e il degrado della natura, e per creare condizioni di vita e di ambiente che non siano di minaccia all'uomo.
Art. 19
1. I francescani secolari agiscano sempre come lievito nell'ambiente in cui vivono mediante la testimonianza dell'amore fraterno e di chiare motivazioni cristiane.
2. In spirito di minorità, scelgano un rapporto preferenziale verso i poveri e gli emarginati, siano essi singoli individui o categorie di persone o un intero popolo; collaborino al superamento dell'emarginazione e di quelle forme di povertà che sono frutto di inefficienza e di ingiustizia.
Art. 20
1. Impegnati a edificare il regno di Dio nelle realtà e attività temporali, i francescani secolari, per vocazione, vivono come realtà inseparabile la loro appartenenza alla Chiesa e alla società.
2. Come primo e fondamentale contributo all'edificazione di un mondo più giusto e fraterno, si impegnino
nell'adempimento dei doveri propri della loro attività lavorativa e nella relativa preparazione professionale. Con lo stesso spirito di servizio assumano le loro responsabilità sociali e civili.
Art. 21
1. Per Francesco il lavoro è dono e lavorare è grazia. Il lavoro di ogni giorno è non solo mezzo di
sostentamento, ma occasione di servizio a Dio e al prossimo e via per sviluppare la propria personalità. Nella convinzione che il lavoro è un diritto ed un dovere e che ogni forma di occupazione merita rispetto, i fratelli si impegnino a collaborare affinché tutti abbiano la possibilità di lavorare e i processi lavorativi siano sempre più umani.
2. Lo svago e la ricreazione hanno un valore proprio e sono necessari allo sviluppo della persona. I francescani secolari curino una equilibrata relazione tra lavoro e riposo e si adoperino per realizzare forme qualificate di occupazione nel tempo libero.
Art. 22
1. I francescani secolari « siano presenti ... nel campo della vita pubblica »; collaborino, per quanto è loro
possibile, alla emanazione di leggi e ordinamenti giusti.
2. Nel campo della promozione umana e della giustizia, le Fraternità devono impegnarsi con iniziative coraggiose, in sintonia con la vocazione francescana e con le direttive della Chiesa. Prendano posizioni chiare quando l'uomo è colpito nella sua dignità a causa di qualsiasi forma di oppressione o di indifferenza. Offrano il loro servizio fraterno alle vittime dell'ingiustizia.
3. La rinunzia all'uso della violenza, caratteristica dei discepoli di Francesco, non significa rinunzia all'azione; i fratelli, però, badino che i loro interventi siano sempre ispirati all'amore cristiano.
Art. 23
1. La pace è opera della giustizia e frutto della riconciliazione e dell'amore fraterno [21] . I francescani secolari sono chiamati ad essere portatori di pace nella loro famiglia e nella società:
 
  • curino la proposta e la diffusione di idee e di atteggiamenti pacifici; 
  • sviluppino iniziative proprie e collaborino, singolarmente e come Fraternità, alle iniziative del Papa, delle Chiese particolari e della Famiglia Francescana; 
  • collaborino con i movimenti e le istituzioni che promuovono la pace nel rispetto dei suoi fondamenti autentici.
2. Pur riconoscendo il diritto sia personale che nazionale alla legittima difesa, apprezzino la scelta di coloro che, per obiezione di coscienza, rifiutano di « portare armi ».
3. Per salvaguardare la pace nella famiglia, i fratelli facciano a tempo debito il testamento dei propri beni.
 
Nella famiglia
 
Art. 24 
1. I francescani secolari considerino la propria famiglia come l'ambito prioritario nel quale vivere il loro 
impegno cristiano e la vocazione francescana ed in essa diano spazio alla preghiera, alla Parola di Dio e alla catechesi cristiana, adoperandosi per il rispetto di ogni vita dal suo concepimento e in ogni situazione, fino alla morte. 
I coniugati trovano nella Regola OFS un valido aiuto nel proprio cammino di vita cristiana, consapevoli che, nel sacramento del Matrimonio, il loro amore partecipa dell'amore che Cristo ha per la sua Chiesa. L'amore degli sposi e l'affermazione del valore della fedeltà sono una profonda testimonianza per la propria famiglia, per la Chiesa e per il mondo. 
2. Nella Fraternità:  
  • sia tema di dialogo e di comunicazione di esperienze la spiritualità familiare e coniugale e l'impostazione cristiana dei problemi familiari; 
  • si condividano i momenti importanti della vita familiare dei confratelli e si abbia fraterna attenzione a coloro - celibi o nubili, vedovi, genitori soli, separati, divorziati -- che vivono in situazioni e condizioni difficili; 
  • si creino condizioni per il dialogo intergenerazionale;  
  • si favorisca la formazione di gruppi di sposi e di gruppi familiari. 
3. I fratelli collaborino agli sforzi che si fanno nella Chiesa e nella società per affermare il valore della fedeltà e il rispetto alla vita e per dare risposta ai problemi sociali della famiglia. 
Art. 25 
Convinti della necessità di educare « i fanciulli in modo che aprano il loro animo alla comunità ... e acquistino la coscienza di essere membri vivi e attivi del Popolo di Dio »  e del fascino che Francesco può esercitare su di loro, si favorisca la formazione di gruppi di fanciulli i quali, con l'aiuto di una pedagogia e di una organizzazione adatta alla loro età, siano iniziati alla conoscenza e all'amore della vita francescana. Gli Statuti nazionali daranno opportuni orientamenti per l'organizzazione di questi gruppi e per il loro rapporto con la Fraternità e con i gruppi giovanili francescani. 
 
Messaggeri di gioia e di speranza 
 
Art. 26 
1. Anche nel dolore Francesco ha sperimentato la fiducia e la gioia attingendo:  
  • all'esperienza della paternità di Dio; 
  • alla fede incrollabile di risorgere con Cristo alla vita eterna; 
  • all'esperienza di poter incontrare e lodare il Creatore nella fraternità universale con tutte le creature.
Perciò, in conformità al Vangelo, i francescani secolari dicono il loro sì alla speranza e alla gioia di vivere. Offrono un contributo contro le molteplici angustie e il pessimismo, preparando un futuro migliore.
2. Nella Fraternità, i fratelli promuovano la mutua intesa e curino che l'ambiente delle riunioni sia accogliente e rifletta la gioia. Si incoraggino a vicenda nel bene.
Art. 27 
1. I fratelli, progredendo nell'età, imparino ad accettare la malattia e le crescenti difficoltà e a dare alla loro vita un senso più profondo, nel progressivo distacco e avvio verso la terra promessa. Siano fermamente convinti che la comunità dei credenti in Cristo e di coloro che si amano in Lui proseguirà nella vita eterna come « comunione dei santi». 
2. I francescani secolari si impegnino a creare nel loro ambiente, e anzitutto nelle Fraternità, un clima di fede e di speranza, affinché « sorella morte » sia guardata come passaggio al Padre e tutti possano prepararvisi con serenità.