CAPITOLO XXXVII°
 
 
CAPITOLO XXXVII

Come Gesù Cristo benedetto, a priego di santo Francesco, fece convertire uno ricco e gentile cavaliere e farsi frate, il quale avea fatto grande onore e profferta a santo Francesco.

[1871] Santo Francesco servo di Cristo, giugnendo una sera al tardi a casa d' un grande gentile uomo e potente, fu da lui ricevuto ad albergo, egli e 'l compagno, come agnoli di Dio, con grandissima cortesia e divozione. Per la qual cosa santo Francesco gli puose grande amore, considerando che nello entrare della casa egli sì lo avea abbracciato e baciato amichevolemente, e poi gli avea lavati i piedi e rasciutti e baciati umilemente, e racceso un grande fuoco e apparecchiata la mensa di molti buoni cibi, e mentre costui mangiava, con allegra faccia serviva continovamente Or, mangiato ch'ebbe santo Francesco e 'l compagno, sì disse questo gentile uomo: « Ecco, padre mio, io vi proffero me e le mie cose; quandunque avete bisogno di tonica o di mantello o di cosa veruna, comperate e io pagherò; e vedete che io sono apparecchiato di provvedervi in tutti i vostri bisogni, però che per la grazia di Dio io posso, con ciò sia cosa che io abbondi in ogni bene temporale, e però per amore di Dio, che me 1' ha dato, io ne fo volentieri beni alli poveri suoi >>. Di che veggendo santo Francesco tanta cortesia e amorevolezza in lui e le larghe profferte, concepettegli tanto amore, che poi partendosi egli andava dicendo col compagno suo << Veramente questo gentile uomo sarebbe buono per la nostra religione e compagnia, il quale è così grato e conoscente inverso Iddio e così amorevole e cortese allo prossimo e alli poveri. Sappi, frate carissimo, che la cortesia è una delle proprietà di Dio, il quale dà il suo sole e la sua piova alli giusti e agli ingiusti per cortesia, e la cortesia si è sirocchia della carità, la quale spegne l' odio e conserva l' amore. E perchè io ho conosciuto in questo buono uomo tanta virtù divina, volentieri lo vorrei per compagno; e però io voglio che noi torniamo un dì a lui, se forse Iddio gli toccasse il cuore a volersi accompagnare con noi nel servigio di Dio; e in questo mezzo noi pregheremo Iddio che gli metta in cuore questo desiderio e diagli grazia di metterlo in effetto ». Mirabile cosa! ivi a pochi di, fatto ch' ebbe santo Francesco l' orazione, Iddio mise questo desiderio nel cuore di questo gentile uomo; e disse santo Francesco al compagno: « Andiamo, fratello mio, all'uomo cortese, imperò ch' io ho certa speranza in Dio ch' egli con la cortesia delle cose temporali, donerà se medesimo e sarà nostro compagno ». E andarono. Vegnendo appresso alla casa sua, disse santo Francesco al compagno: «Aspettami un poco, imperò che io voglio in prima pregare a Dio che faccia prospero il nostro cammino, che la nobile preda, la quale noi pensiamo di torre al mondo, piaccia a Cristo di concedere a noi poverelli e deboli, per la virtù della sua santissima passione». E detto questo, si puose in orazione in luogo ch' e' poteva essere veduto dal detto uomo cortese; onde, come piacque a Dio, guatando colui in là e in qua, ebbe veduto santo Francesco stare in orazione divotissimamente dinanzi a Cristo, il quale con grande chiarità gli era apparito nella detta orazione e stava dinanzi a lui; e in questo istare così, vedea santo Francesco essere per buono spazio levato da terra corporalmente. Per la qual cosa egli fu sì toccato da Dio e ispirato a lasciare il mondo, che di presente egli uscì fuori dal palagio suo e in fervore di spirito corre verso santo Francesco, e giugnendo a lui, il quale stava in orazione, gli si inginocchiò a' piedi e con grandissima istanza e divozione il pregò che gli piacesse di riceverlo e fare penitenza insieme con seco. Allora santo Francesco, veggendo che la sua orazione era esaudita da Dio e che quello ch' e' disiderava, quello gentile uomo addomandava con grande istanza, lievasi suso in fervore e in letizia di spirito e abbraccia e bacia costui, divotissimamente ringraziando Iddio, il quale uno così fatto cavaliere avea accresciuto alla sua compagnia. E dicea quello gentile uomo a santo Francesco: « Che comandi tu, che io faccia, padre mio? Ecco ch' io sono apparecchiato al tuo comandamento, dare a' poveri ciò ch' io posseggo, e teco seguitare Cristo, così iscaricato d' ogni cosa temporale ». E così fece, secondo il consiglio di santo Francesco ch' egli distribuì il suo a' poveri ed entrò nell' Ordine, e vivette in grande penitenza e santità di vita e conversazione onesta. A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.