CAPITOLO II°
 
 
 
CAPITOLO II

Di frate Bernardo da Quintavalle primo compagno di santo Francesco.

[1827] Il primo compagno di santo Francesco si fu frate Bernardo d'Ascesi, il quale si convertì a questo modo: che essendo Francesco ancora in abito secolare, benchè già esso avesse disprezzato il mondo, e andando tutto dispetto e mortificato per la penitenza, intanto che da molti era reputato stolto, e come pazzo era schernito e scacciato con pietre e con fastidio fangoso dalli parenti e dalli strani, ed egli in ogni ingiuria e ischerno passandosi paziente come sordo e muto; messere Bernardo d'Ascesi, il quale era de' più nobili e de' più ricchi e de' più savi della città, cominciò a considerare saviamente in santo Francesco il così eccessivo dispregio del mondo, la grande pazienza nelle ingiurie, che già per due anni cosl abbominato e disprezzato da ogni persona sempre parea più costante e paziente, cominciò a pensare e a dire fra sè medesimo: Per nessuno modo puote che questo Francesco non abbia grande grazia da Dio. E sì lo invitò la sera a cena e albergo; e santo Francesco accettò e cenò la sera con lui e albergò. E allora, cioè messere Bernardo, si puose in cuore di contemplare la sua santità; ond' egli gli fece apparecchiare un letto nella sua camera propria, nella quale di notte sempre ardea una lampana. E santo Francesco, per celare la santità sua, immantanente come fu entrato in camera si gittò in sul letto e fece vista di dormire; e messere Bernardo similmente, dopo alcuno spazio, si puose a giaciere, e incominciò a russare forte a modo come se dormisse molto profondamente. Di che santo Francesco, credendo veramente che messere Bernardo dormisse, in sul primo sonno si levò del letto e puosesi in orazione, levando gli occhi e le mani al cielo, e con grandissima divozione e fervore diceva: << Iddio mio, Iddio mio »; e cosi dicendo e forte lagrimando istette infino al mattutino, sempre ripetendo: « Iddio mio, Iddio mio », e non altro. E questo dicea santo Francesco contemplando e ammirando la eccellen~a della divina Maestà, la quale degnava di condescendere al mondo che periva, e per lo suo Francesco poverello disponea di porre rimedio di salute dell'anima sua e degli altri; e però alluminato di Spirito Santo, ovvero di spirito profetico, prevedendo le grandi cose che Iddio doveva fare mediante lui e l'Ordine suo, e considerando la sua insufficienza e poca virtù, chiamava e pregava Iddio, che colla sua pietà e onnipotenza, sanza la quale niente può l'umana fragilità, supplesse, aiutasse e compiesse quello per sè non potea. Veggendo messere Bernardo per lo lume della lampana gli atti divotissimi di santo Francesco, e considerando divotamente le parole che dicea, fu toccato e ispirato dallo Spirito Santo a mutare la vita sua. Di che, fatta la mattina, chiamò santo Francesco e disse così: « Frate Francesco, io ho al tutto disposto nel cuore mio d' abbandonare il mondo e seguitare te in ciò che tu mi comanderai ». Udendo questo, santo Francesco si rallegrò in ispirito e disse così: « Messere Bernardo, questo che voi dite è opera sì grande e malagevole, che di ciò si vuole richiedere consiglio al nostro Signore Gesù Cristo e pregarlo che gli piaccia di mostrarci sopra a ciò la sua volontà ed insegnarci come questo noi possiamo mettere in esecuzione. E però andiamo insieme al vescovado dov'è un buono prete, e faremo dire la messa e poi staremo in orazione infino a terza, pregando Iddio che infino alle tre apriture del messale ci dimostri la via ch' a lui piace che noi eleggiamo». Rispuose messere Bernardo che questo molto gli piacea; di che allora si mossono e andarono al vescovado. E poi ch' ebbono udita la messa e istati in orazione insino a terza, il prete a' preghi di santo Francesco preso il messale e fatto il segno della santissima croce, si lo aperse nel nome del nostro Signore Gesù Cristo tre volte: e nella prima apritura occorse quella parola che disse Cristo nel Vangelo al giovane che domandò della via della perfezione: Se tu vuogli essere perfetto, va' e vendi ciò che tu hai, e da' a' poveri, e seguita me. Nella seconda apritura occorse quella parola che disse Cristo agli Apostoli, quando li mandò a predicare: Non portate nessuna cosa per via, nè bastone, nè tasca, nè calzamenti, nè danari; volendo per questo ammaestrarli che tutta la loro isperanza del vivere dovessono portare in Dio, ed avere tutta la loro intenzione a predicare il santo Vangelo. Nella terza apritura del messale occorse quella parola che Cristo disse: Chi vuole venire dopo me, abbandoni se medesimo, e tolga la croce sua e séguiti me. Allora disse santo Francesco a messere Bernardo: « Ecco il consiglio che Cristo ci dà; va' adunque e fa' compiutamente quello che tu hai udito; e sia benedetto il nostro Signore Gesù Cristo, il quale ha degnato di mostrarci la sua vita evangelica ». Udito questo, si partì messere Bernardo, e vendè ciò ch'egli avea (ed era molto ricco), e con grande allegrezza distribuì ogni cosa a' poveri, a vedove, a orfani, a prigioni, a monisterii e a spedali; e in ogni cosa santo Francesco fedelmente e providamente l'aiutava.

[1828] E vedendo uno, ch' avea nome messere Salvestro, che santo Francesco dava tanti danari a poveri e fecea dare, stretto d' avarizia disse a santo Francesco: « Tu non mi pagasti interamente di quelle pietre che tu comperasti da me per racconciare la chiesa, e però, ora che tu hai danari, pagami >>. Allora santo Francesco, maravigliandosi della sua avarizia e non volendo contendere con lui, siccome vero osservatore del santo Vangelo, mise le mani in grembo di messere Bernardo, e piene le mani di danari, li mise in grembo di messere Salvestro, dicendo che se più ne volesse, più gliene darebbe. Contento messere Salvestro di quelli, si partì e tornossi a casa, e la sera, ripensando di quello ch'egli aveva fatto il dì, e riprendendosi della sua avarizia, considerando il fervore di messere Bernardo e la santità di santo Francesco, la notte seguente e due altre notti ebbe da Dio una cotale visione che della bocca di santo Francesco usciva una croce d oro, la cui sommità toccava il cielo, e le braccia si distendevano dall' oriente infino all'occidente. Per questa visione egli diede per Dio ciò ch' egli avea, e fecesi frate Minore, e fu nell' Ordine di tanta santità e grazia, che parlava con Dio, come fa l' uno amico con l' altro, secondo che santo Francesco più volte provò, e più giù si dichiarerà. Messere Bernardo similemente si ebbe tanta grazia di Dio, ch' egli spesso era ratto in contemplazione a Dio; e santo Francesco dicea di lui ch' egli era degno d' ogni reverenza e ch' egli avea fondato quest' Ordine; imperò ch' egli era il primo che avea abbandonato il mondo, non riserbandosi nulla, ma dando ogni cosa a'poveri di Cristo, e cominciata la povertà evangelica, offerendo sè ignudo nelle braccia del Crocifisso. Il quale sia da noi benedetto in saecula saeculorum. Amen.